Tutela del paesaggio

paesaggio

La storia della tutela del patrimonio artistico italiano è vecchia di quasi un secolo: da un'iniziale tutela dei monumenti la salvaguardia si è poi estesa anche agli elementi paesaggistici.

La tutela dei monumenti iniziò con l'Unità d'Italia e si trovano normative - mantenute con l'Unità - già negli Stati pre-unitari.

Fra le prime leggi in materia ricordiamo la legge Nasi (n.149) del 1902, la n.364 del 1909 e la legge n.668 del 1912, che estendeva la validità della legge n.364 a ville, parchi e giardini, in sostanza la prima legge a tutela del paesaggio.

Nel 1939 la legge Bottai (n.1089) - per i beni culturali - e la legge n.1497 - per la protezione delle bellezze naturali - fissarono principi e procedure per la tutela del patrimonio monumentale e paesaggistico, restando a fondamento della tutela per più di cinquant'anni.

All'epoca si prevedeva solo la tutela di componenti eccezionali presenti in modo saltuario nel paesaggio, come ad esempio particolari panorami.

La Costituzione della Repubblica Italiana pose alla base dei suoi principi, nell'articolo 9, la necessità della tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione$quot;.

È importante sottolineare come la presenza di questa dichiarazione di principio nella nostra Costituzione ha poche analogie in altri Paesi.

Una svolta nella tutela ci fu negli anni '70 (1972-1977), quando fu trasferita alle Regioni la tutela paesaggistica, lasciando allo Stato soltanto un potere di controllo.

Nel 1974 venne istituito il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, riconoscendo in tal modo definitivamente l'importanza della tutela.

Nel 1985 si giunse all'innovativa legge Galasso (n.431) in cui si introduceva la valutazione del contesto in cui i singoli beni artistici ed elementi del paesaggio erano inseriti.

Avemmo poi la legge sulle autonomie locali (n.242/1990) e la legge quadro sulle aree protette (n.394/1991) che costituirono un'ulteriore svolta nella salvaguardia.

Da ricordare inoltre l'opera di stimolo che cominciarono a esercitare Italia Nostra, Club Alpino Italiano, Touring Club Italiano e altre associazioni.

Nel 1998 (d.lgs. n.368) viene istituito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di cui l'attuale Ministro, in carica dal 17/5/2006, è Francesco Rutelli.

Nel 1999 venne emanato un Testo Unico (d.lgs. n.490), per tentare di riunificare il complesso sistema di normative sull'argomento in un solo documento.

Nel 2004 venne introdotto il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n.42), conosciuto come Codice Urbani, attualmente legge quadro per tutto il settore, con una riorganizzazione concettuale e normativa delle disposizioni precedenti.

In Sardegna è stato varato il primo Piano Paesaggistico Regionale (P.P.R.) secondo le norme di tale Codice.

La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato l'adozione del P.P.R. con la delibera n.36/7 del 05/09/2006 (per ora limitatamente alle coste) secondo i contenuti della Convenzione Europea del Paesaggio e uniformandosi alle politiche Europee e Nazionali previste nel nostro Paese dal Codice Urbani.

Come ha rilevato anche Legambiente nel giugno 2007, ora esiste un vero e proprio "Modello Sardegna" che possono seguire le altre Regioni Italiane.

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